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Moio de’ Calvi è un paese dell’Alta Valle Brembana, in provincia di Bergamo. è un piccolo borgo che si staglia dal Lago Bernigolo e le pendici del Monte Torcola.
Moio de’ Calvi è un paese dell’Alta Valle Brembana, in provincia di Bergamo. è un piccolo borgo che si staglia dal Lago Bernigolo e le pendici del Monte Torcola.
Il toponimo dovrebbe derivare dal latino volgarizzato Molleus, indicante un luogo umido, mentre la dicitura De’ Calvi è stata aggiunta nel 1863, con Regio Decreto 28 giugno 1863, n. 1.426.
Scarse sono le notizie del paese fino all’epoca medievale, quando venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale.
Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.
In quel periodo venne a stabilirsi la famiglia dei Calvi che creò una propria riserva di caccia. I discendenti della famiglia si integrarono con gli altri abitanti, tanto che ancor oggi è possibile notare una discontinuità tra gli edifici, taluni di matrice contadina e rurale, altri influenzati dall’architettura veneziana.
Nel 1927 il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del Regno d’Italia. Fu il caso anche di Moio, che si trovò aggregato ai vicini Valnegra, Piazza Brembana e Lenna in un unico comune denominato San Martino de’ Calvi[8]. Soltanto nel 1956 i comuni si separarono nuovamente, assumendo l’attuale conformazione[9]. Nel 1947 sul fiume Brembo fu costruito un lago artificiale, il lago del Bernigolo, per far confluire le acque nella centrale elettrica di Lenna.
Fonte: Wikipedia